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c41
Perimetro
English
Fragili equilibri
Ogni oggetto racconta una storia, ogni dettaglio sussurra un sogno o una frustrazione. Questi scatti incarnano il peso della vita quotidiana: una zavorra visibile fatta di simboli, strumenti, desideri e vincoli che segnano le differenze tra Millennials e Gen Z. Due generazioni distinte, ma accomunate da una tensione costante: abitare un mondo che spesso si rifiuta di ascoltarle.
Il progetto non fotografa solo i corpi, ma le identità cariche di aspettative e responsabilità.
I Millennials, cresciuti tra promesse di prosperità e certezze infrante, portano con sé oggetti che raccontano il passato e la corsa verso un futuro stabile. Il globo, i libri, la disciplina: tracce di un sistema che li ha educati a inseguire un’idea di successo sempre più sfuggente, consumata da un’economia che li utilizza e li abbandona.
La GenZ, invece, si muove in una ribellione silenziosa. Le loro zavorre sono fluide, instabili: sogni colorati, ironia, frammenti di identità. Un’estetica vivace e discontinua che nasconde un bisogno profondo di essere compresi, di trovare un posto in un mondo saturo di immagini, oggetti e aspettative.
Le due figure diventano metafore viventi. Gli oggetti, sospesi in un equilibrio precario, raccontano la complessità delle loro vite. Sono corpi attraversati da un sistema che accumula beni e consuma significato, che riempie e allo stesso tempo svuota. Il peso non è solo materiale, ma emotivo: fatto di attese, fallimenti, desideri e incomprensioni.
Eppure, dentro questa tensione, emerge una forma di resistenza. Ogni oggetto scelto, ogni equilibrio costruito, diventa un gesto di consapevolezza. Nonostante il carico, queste figure continuano a esistere, a cercare, a ridefinire il proprio spazio.
In un mondo che impone velocità, produttività e performance, Millennials e Gen Z si confrontano con la necessità di rinegoziare il proprio posto. Non sono solo vittime di un sistema, ma soggetti che, attraverso fragilità e contraddizioni, provano a trasformarlo.
Questo progetto non è solo un ritratto del peso della quotidianità. È un’indagine su come due generazioni amplificano e stratificano la propria luce, i propri desideri e i propri impegni, nel tentativo di convivere e resistere all’interno di una società contemporanea complessa e instabile.
Milano, 2026
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Fragili equilibri
Ogni oggetto racconta una storia, ogni dettaglio sussurra un sogno o una frustrazione. Questi scatti incarnano il peso della vita quotidiana: una zavorra visibile fatta di simboli, strumenti, desideri e vincoli che segnano le differenze tra Millennials e Gen Z. Due generazioni distinte, ma accomunate da una tensione costante: abitare un mondo che spesso si rifiuta di ascoltarle.
Il progetto non fotografa solo i corpi, ma le identità cariche di aspettative e responsabilità.
I Millennials, cresciuti tra promesse di prosperità e certezze infrante, portano con sé oggetti che raccontano il passato e la corsa verso un futuro stabile. Il globo, i libri, la disciplina: tracce di un sistema che li ha educati a inseguire un’idea di successo sempre più sfuggente, consumata da un’economia che li utilizza e li abbandona.
La GenZ, invece, si muove in una ribellione silenziosa. Le loro zavorre sono fluide, instabili: sogni colorati, ironia, frammenti di identità. Un’estetica vivace e discontinua che nasconde un bisogno profondo di essere compresi, di trovare un posto in un mondo saturo di immagini, oggetti e aspettative.
Le due figure diventano metafore viventi. Gli oggetti, sospesi in un equilibrio precario, raccontano la complessità delle loro vite. Sono corpi attraversati da un sistema che accumula beni e consuma significato, che riempie e allo stesso tempo svuota. Il peso non è solo materiale, ma emotivo: fatto di attese, fallimenti, desideri e incomprensioni.
Eppure, dentro questa tensione, emerge una forma di resistenza. Ogni oggetto scelto, ogni equilibrio costruito, diventa un gesto di consapevolezza. Nonostante il carico, queste figure continuano a esistere, a cercare, a ridefinire il proprio spazio.
In un mondo che impone velocità, produttività e performance, Millennials e Gen Z si confrontano con la necessità di rinegoziare il proprio posto. Non sono solo vittime di un sistema, ma soggetti che, attraverso fragilità e contraddizioni, provano a trasformarlo.
Questo progetto non è solo un ritratto del peso della quotidianità. È un’indagine su come due generazioni amplificano e stratificano la propria luce, i propri desideri e i propri impegni, nel tentativo di convivere e resistere all’interno di una società contemporanea complessa e instabile.
Milano, 2026