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Spazio libero
Spazio Libero è un progetto che aveva l’obiettivo di documentare il vuoto generato dal lockdown durante la pandemia di Covid-19, in particolare negli spazi fisici della comunicazione urbana di massa, mostrando i cartelloni pubblicitari vuoti nelle strade della città di Milano, che modificano la percezione del paesaggio urbano evocando scenari di crisi economica e sociale.
Progetto vincitore della call REFOCUS, promossa dal MIBACT in collaborazione con MUFOCO e Triennale Milano. Mostra realizzata nel 2021.
Milano - 15.04.2020 ore 10.50.
L’Italia è in lockdown da qualche settimana ormai. Mi aggiro per le strade di Milano, vuote e silenziose. Noto un negozio di abiti sportivi in fondo alla via di casa mia. Che strano, è sempre stato lì eppure non l’avevo mai guardato.
Cerco un soggetto da fotografare. Noi fotografi è questo che facciamo, no?
Oggi, 15 aprile 2020, cosa sceglierò di scattare? La città è desolata, ci sono pochissime persone che camminano per le strade, alcune macchine si sentono in lontananza. Continuo a camminare, mi ritrovo dinanzi ad uno “spazio libero”. Cosa c’era affisso qui prima?
Era presente una pubblicità, un testo, un’immagine forse. Non l’avevo mai guardata, che strano. Fotograferò queste presenze assenti.
Il progetto “Spazio libero” presenta una serie di fotografie fatte per le strade di una Milano fantasma. Gli scatti mostrano alcuni spazi pubblicitari i quali si presentano vuoti, bianchi e muti, nessuna immagine, nessuno slogan, nessuna presenza, solo una prorompente assenza.
L’obiettivo principale del lavoro è quello di mostrare il paesaggio urbano e non della città meneghina sotto una prospettiva di analisi che vuole dare attenzione ad alcuni “oggetti” dai quali siamo così assuefatti da non renderci più conto della loro esistenza. Il progetto è però pretesto per una riflessione più ampia.
Bombardati da una serie sempre maggiore di immagini, perdiamo la consapevolezza di ciò che ci circonda. I veri protagonisti della riflessione non sono gli spogli cartelloni in giro per la città, bensì tutte quelle presenze intorni a noi che sono divenute con il tempo
così assenti. Il lockdown ci ha messo di fronte ad una riflessione profonda e ci ha naturalmente portato a ripensare il nostro vedere, invitandoci a guardare e osservare di più.
Milano, 2020